Discussione:
[on.le][lolò][assist] egregio, un commento per favore.
(troppo vecchio per rispondere)
mensola
2011-10-17 08:16:00 UTC
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http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-16/trionfo-casey-delusione-vale-144806_PRN.shtml

16 ottobre 2011
Il trionfo di Casey, la delusione di Vale
di Dario Ricci

Casey e Vale, Vale e Casey. Non ce ne vogliano Por Fuera, Supersic, il
Dovi, Dani. Ma il Motomondiale quest'anno sono loro due, Casey Stoner e
Valentino Rossi. Troppi gli intrecci, le storie, i risultati, i destini
che si toccano per poi divergere verso opposti poli, per non vedere
nell'australiano e nel pesarese i due poli del circus, i due simboli del
Motomondiale.

L'australiano che lascia quella Ducati che nel 2007 ha portato al titolo
mondiale (spodestando proprio il pesarese) per lasciar posto a Valentino;
e il matrimonio motoristico del secolo tra il Dottore e la Rossa di Borgo
Panigale che finisce nel più inatteso dei flop (coi protagonisti che
forse, al netto delle dichiarazioni ufficiali, stanno gia' studiando
un'exit strategy, perche' anche il 2012 si preannuncia altrettanto
tormentato).

Diversi in tutto, Casey e Vale: l'australiano che soffre al di fuori della
pista, non è quell'"animale da microfono" in cui Vale riesce a
trasformarsi, anche per mascherare i guai della sua Rossa; Stoner che nel
momento più duro della sua carriera scese dalla ducati e lasciò il circus
per qualche mese, per ritrovare forma psicofisica e motivazioni accanto
alla sua Adriana nel suo ranch in Australia; Rossi che da quella Ducati
non vuole scendere, convinto che ogni istante di lavoro possa essere utile
per uscire dal "buco" tecnico psicologico in cui è precipitato.

E poi c'e' lei, la Rossa, la Desmosedici, terzo lato di questo triangolo
delle Bermude. Casey l'amava,la domava, la dominava; Vale la subisce, non
riesce a capirla, a farla sua. "E' una moto adatta a un pilota come
Stoner", è sbottato Rossi a un certo punto dell'annata. L'ammissione di
una resa, dell'impossibilità di scacciare il fantasma di quel piccolo
australiano dalla sella della Rossa. Nel frattempo, poi, Casey s'era preso
tutte le rivincite: da "Rolling" Stoner, celebre per le sue cadute, a
diventare due volte mondiale; da campione cacciato dall'impero ducati, a
rivale che durante l'annata non ha mai mancato di sottolineare come con
lui la ducati fosse un'altra cosa, eche forse prima di mandarlo via a
Borgo Panigale avrebbero potuto pensarci meglio....

Il futuro? Casey ha già vinto, oggi e domani. Per il titolo che ha vinto,
perché la Ducati cambierà. Da febbraio sarà più piccola, più "giapponese",
più simile alla Honda e a quella Yamaha con cui Valentino ha vinto e
trionfato. Per Rossi e la rossa sarà un inverno di dubbi, tentativi,
esperimenti, sudore. Stoner intanto si rilasserà nella sua Australia,
pescando trote e aspettando il suo primogenito. Visto da lì, davvero Borgo
Panigale non è sembrato mai così lontano

16 ottobre 2011
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Stanley Tucci
2011-10-31 13:54:59 UTC
Permalink
Era una notte buia? Era tempestosa? Fattostà che il Mon, 17 Oct 2011
10:16:00 +0200, ***@castigo.org (mensola) scrisse:

Oramai per le questioni di lunga visione non si rotfla nemmeno più.
Si aspetta e basta, e quando poi il momento arriva si fa la spunta
alla lista, e via... :D

Con affetto tuo
Post by mensola
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-16/trionfo-casey-delusione-vale-144806_PRN.shtml
16 ottobre 2011
Il trionfo di Casey, la delusione di Vale
di Dario Ricci
Casey e Vale, Vale e Casey. Non ce ne vogliano Por Fuera, Supersic, il
Dovi, Dani. Ma il Motomondiale quest'anno sono loro due, Casey Stoner e
Valentino Rossi. Troppi gli intrecci, le storie, i risultati, i destini
che si toccano per poi divergere verso opposti poli, per non vedere
nell'australiano e nel pesarese i due poli del circus, i due simboli del
Motomondiale.
L'australiano che lascia quella Ducati che nel 2007 ha portato al titolo
mondiale (spodestando proprio il pesarese) per lasciar posto a Valentino;
e il matrimonio motoristico del secolo tra il Dottore e la Rossa di Borgo
Panigale che finisce nel più inatteso dei flop (coi protagonisti che
forse, al netto delle dichiarazioni ufficiali, stanno gia' studiando
un'exit strategy, perche' anche il 2012 si preannuncia altrettanto
tormentato).
Diversi in tutto, Casey e Vale: l'australiano che soffre al di fuori della
pista, non è quell'"animale da microfono" in cui Vale riesce a
trasformarsi, anche per mascherare i guai della sua Rossa; Stoner che nel
momento più duro della sua carriera scese dalla ducati e lasciò il circus
per qualche mese, per ritrovare forma psicofisica e motivazioni accanto
alla sua Adriana nel suo ranch in Australia; Rossi che da quella Ducati
non vuole scendere, convinto che ogni istante di lavoro possa essere utile
per uscire dal "buco" tecnico psicologico in cui è precipitato.
E poi c'e' lei, la Rossa, la Desmosedici, terzo lato di questo triangolo
delle Bermude. Casey l'amava,la domava, la dominava; Vale la subisce, non
riesce a capirla, a farla sua. "E' una moto adatta a un pilota come
Stoner", è sbottato Rossi a un certo punto dell'annata. L'ammissione di
una resa, dell'impossibilità di scacciare il fantasma di quel piccolo
australiano dalla sella della Rossa. Nel frattempo, poi, Casey s'era preso
tutte le rivincite: da "Rolling" Stoner, celebre per le sue cadute, a
diventare due volte mondiale; da campione cacciato dall'impero ducati, a
rivale che durante l'annata non ha mai mancato di sottolineare come con
lui la ducati fosse un'altra cosa, eche forse prima di mandarlo via a
Borgo Panigale avrebbero potuto pensarci meglio....
Il futuro? Casey ha già vinto, oggi e domani. Per il titolo che ha vinto,
perché la Ducati cambierà. Da febbraio sarà più piccola, più "giapponese",
più simile alla Honda e a quella Yamaha con cui Valentino ha vinto e
trionfato. Per Rossi e la rossa sarà un inverno di dubbi, tentativi,
esperimenti, sudore. Stoner intanto si rilasserà nella sua Australia,
pescando trote e aspettando il suo primogenito. Visto da lì, davvero Borgo
Panigale non è sembrato mai così lontano
16 ottobre 2011
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Post by mensola
meriti solo gli schiaffi
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